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IL DIRITTO IN AZIONE

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ll Miur si era rifiutato “di emettere il decreto di riconoscimento dell'abilitazione all'insegnamento ottenuta in Spagna”, citando la propria nota prot. 2971 del 17.03.17, in cui si stabiliva che sarebbero state prese in considerazione solo le istanze accompagnate da un documento che attesti il superamento di almeno una parte del concorso spagnolo per l’insegnamento nelle scuole pubbliche (ne abbiamo parlato in questo articolo).

Con il seguente decreto, il Ministero della Difesa ha annullato il provvedimento con cui aveva disposto la decadenza del soldato in buona fede, riammettendolo a pieno titolo alla ferma prefissata nell’Esercito. Qualche mese fa, il Tar del Lazio aveva accolto il ricorso in suo favore, presentato dallo studio legale Sidoti & Soci. 

Il Tar del Lazio (Roma, I Bis, sentenza 31 ottobre 2017, n. 10868), mutando un suo precedente orientamento, ha deciso il reintegro di un militare che, dopo due anni di “eccellente” servizio, era stato dichiarato “decaduto dalla ferma” per aver erroneamente indicato di possedere un brevetto di equitazione previsto come titolo di merito nel concorso, confondendolo con quello da lui posseduto (il militare disponeva del brevetto agonistico di tipo A2, rilasciato dall’associazione di equitazione “FITRTREC-ANTE”, mentre nel bando si faceva rifermento al brevetto di equitazione per sport olimpici rilasciato dalla “FISE”). La sentenza è passata in giudicato il 30 aprile, perché il Ministero non l'ha impugnata dinanzi al Consiglio di Stato.

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In una recente ordinanza, il Consiglio di Stato ha affrontato le problematiche emerse con il concorso per l’accesso al triennio di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente, detto “percorso FIT”; superato il quale si viene assunti a tempo indeterminato. Due le questioni di fondo: la legittimità costituzionale delle norme che prevedono un concorso riservato agli abilitati e, in via subordinata, di quelle che non prevedono la partecipazione dei dottori di ricerca.

Un gruppo di cittadini stranieri – tra cui anche parecchi italiani – ha superato l’examen de Estado per diventare abogados in Spagna nella sessione del 25 febbraio 2017 ma si è visto annullare la sua prova concorsuale. Gli uffici guidati dalla ministra Doleres Delgado, con provvedimenti fotocopia del 1 settembre 2017, hanno modificato retroattivamente le regole per la partecipazione all’esame di Stato per l’accesso alla professione di avvocato, lasciando nel limbo un gruppo di candidati che avevano superato la prova. Esame superato, ma titolo negato. A breve si pronuncerà il Tribunal Superior de Justicia de Madrid che potrebbe annullare i provvedimenti impugnati.

Anche nel 2018 si registra un elevato numero di ricorsi al Giudice Amministrativo, per il riconoscimento del diritto all'assegnazione di un insegnante di sostegno. Il fenomeno è particolarmente evidente in Sicilia, Regione in cui si è concentrato oltre il 50% del contenzioso nazionale. Il Tar Sicilia ha chiarito ancora una volta quando occorre rivolgersi al Giudice Amministrativo piuttosto che a quello ordinario.

Si susseguono le pronunce con le quali i giudici dei TAR riconoscono come errore scusabile, ex art. 37 cpa, la notifica telematica di un ricorso all’indirizzo di posta elettronica certificata tratto dal pubblico registro “IPA” - nel quale sono inseriti tutti gli indirizzi di posta elettronica certificata delle Pubbliche Amministrazioni - invece che a quello tratto dal cosiddetto “Reginde” del Ministero della Giustizia. L’ultimo caso riguarda il ricorso di un cittadino di Bellona, volto ad ottenere l'annullamento del silenzio inadempimento del Comune su un’istanza per la repressione degli abusi edilizi. Un ricorso che era stato notificato alla PEC tratta dall’Indice delle Pubbliche Amministrazioni.

Tar e ricorso collettivo: non sempre un binomio vincente. A volte i ricorsi collettivi non sono un buon affare. Ci sono situazioni in cui il ricorso collettivo è controindicato. In questo articolo esporremo in maniera sintetica i pro e i contro del ricorso collettivo, strumento utile ma anche molto insidioso. Con un avvertimento: internet può dare uno spunto di riflessione su una questione giuridica, ma non la soluzione. Pertanto, di fronte a una controversia giuridica, è indispensabile rivolgersi a uno studio legale.

Quando il debitore è una P.A., ottenere un pagamento spesso è più difficile, anche se il creditore ha in mano un provvedimento del Giudice Ordinario (sentenza, decreto ingiuntivo, ordinanza di assegnazione...). Questo perché nel corso degli anni il legislatore ha approvato alcune leggi che limitano i pignoramenti contro la P.A. Per gli enti locali, la normativa di riferimento è l'art. 159 del TUEL, il quale stabilisce che che “non sono ammesse procedure di esecuzione e di espropriazione forzata nei confronti degli enti locali presso soggetti diversi dai rispettivi tesorieri”. L’articolo stabilisce anche l’impignorabilità delle somme, individuate da apposite delibere dell’ente, destinate al pagamento degli stipendi, dei mutui o all'espletamento di servizi essenziali. Per l'Amministrazione generale dello Stato e le regioni, regole simili sono contenute in altre disposizioni di legge (si vedano la l. n. 720/84 e l’art. 1, del d. l. n. 313/94).

Alternative Dispute Resolutions (ADR) sono sistemi stragiudiziali di risoluzione delle controversie. Hanno origine negli Stati Uniti, si sono rapidamente diffuse anche in Europa e, secondo autorevole dottrina, costituirebbero una valida alternativa al sistema dei ricorsi amministrativi, nel rispetto dei principi di effettività, giusto processo e ragionevole durata. Per l’ordinamento italiano non rappresentano una novità, ma si avverte l’esigenza di un intervento legislativo ad hoc.

Le qualifiche dei militari. Un grattacapo per i superiori che le decidono, un’incognita per i subordinati che le ricevono. Il militare che non le condivide, può impugnarle? Per quali motivi? Cosa dice la giurisprudenza? La P.A. mantiene notevole discrezionalità nel valutare i propri dipendenti, specialmente se appartenenti alle forze armate. La decisione di qualificare un militare come “eccellente”, “superiore alla media”, “nella media”, “inferiore alla media” sono discrezionali.

I Trattati europei garantiscono il riconoscimento delle qualifiche conseguite negli altri Stati europei, anche da parte dei cittadini di uno Stato membro che si recano in un altro Stato membro per poi ottenere il riconoscimento nel primo Stato (es. il cittadino italiano che si reca in Spagna per ottenere l'abilitazione all'insegnamento da fare riconoscere in Italia). Chi ha già svolto questo percorso, o intende intraprenderlo, deve considerare alcuni aspetti.

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La Commissione europea ha avviato una procedura di pre-infrazione contro l’Italia ed altri 26 paesi dell’Unione (in pratica, tutti tranne la Lituania), denunciando gravi violazioni della direttiva 2005/36/CE che regola il riconoscimento delle qualifiche professionali conseguite in Europa. 

Diminuiscono i ricorsi pendenti, anche perché molti sono stati dichiarati inammissibili per mancato esaurimento delle “vie interne di ricorso”. Lo ha riferito Guido Raimondi, presidente della Corte europea dei diritti dell’uomo, in occasione della conferenza stampa annuale che si è tenuta il 25 gennaio a Strasburgo, sede del Tribunale dei diritti dell’uomo (da non confondere la Corte di giustizia dell’Unione europea, tribunale che ha sede a Lussemburgo e che si occupa solo delle controversie dell’Unione europea).

Giovedì 25 ottobre alle ore 15:30, presso l’aula magna della Corte d’Appello di Palermo, si svolgerà un incontro formativo gratuito sulle mediazioni civili che riguardano la Pubblica Amministrazione, le cui specificità saranno evidenziate dal dott. Pierangelo BonannoL'evento è accreditato presso il COA di Palermo, quindi i partecipanti avranno diritto al riconoscimento di 3 crediti formativi.
All’incontro, organizzato da Concilia Lex S.p.A., parteciperà il dott. Giuseppe La Greca, magistrato del Tar Sicilia, con un’esperienza pluriennale da segretario comunale, il quale esaminerà le soluzioni alternative alle controversie, oltre che la giurisprudenza più recente a supporto del loro utilizzo da parte della P.A. 
Il dott. Vito Antonio Bonanno, segretario generale del Comune di Alcamo, descriverà invece le difficoltà operative dello strumento e si soffermerà sulla responsabilità da parte dei funzionari comunali chiamati a concludere un accordo stragiudiziale.
L’avv. Maria Beatrice Miceli, segretario dell’Associazione degli Avvocati Amministrativisti della Sicilia, analizzerà gli aspetti tecnici della mediazione ed esporrà il proprio punto di vista sui suoi limiti e potenzialità.
“L’auspicio dell’iniziativa – spiega Pierangelo Bonanno, mediatore di Concilia Lex - è far si che alle difficoltà economiche delle amministrazioni pubbliche si possa trovare soluzione anche grazie alle mediazioni civili, alleggerendo i costi del contenzioso giudiziario e riducendone l’incidenza sui bilanci”.
Per iscriversi occorre inviare un’email a segreteria[at]concilialex.it, indicando nome e cognome.

Giovedì 8 febbraio, presso l’aula magna della Corte d’Appello di Palermo, si è svolto un focus giuridico sulla mediazione civile e commerciale. All’incontro, organizzato da Concilia Lex S.p.A. e moderato dal dottor Pierangelo Bonanno, ha partecipato anche il vicepresidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, Giuseppe Di Stefano, che ha illustrato gli aspetti deontologici della professione.

La professoressa Alessandra Pera, associato di diritto privato comparato presso l’Università degli Studi di Palermo, ha affrontato il tema della mediazione nella giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea; mentre la dottoressa Letizia Russo, nella duplice veste di notaio e di mediatore, è intervenuta sul tema L’usucapione e la mediazione: trascrivibilità del verbale di mediazione.

La dottoressa Rosanna Montalto, vicepresidente di Confcommercio Palermo, invece, ha illustrato il rapporto fra la lentezza della giustizia civile e le imprese.

Trattandosi di un evento accreditato presso il COA di Palermo, ai partecipanti è stata data la possibilità di richiedere il riconoscimento di 3 crediti formativi.

Per iscriversi occorreva inviare un’email a segreteria[at]concilialex.it, indicando nome, cognome, codice fiscale e recapito telefonico.

 

Link utili:

- Locandina del convegno:

https://www.concilialex.it/archive/documents/locandina-convegno-palermo.pdf

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