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IL DIRITTO IN AZIONE

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Seconda vittoria in pochi giorni, quinto successo per gli abogados simultanei. Il TSJM con la sentenza n. 405/19 ha accolto il nostro ricorso contro la risoluzione spagnola del 1 settembre 2017 che negava l'emissione del titolo di abogado a un "simultaneo". 

Una docente abilitata in Spagna, assistita dallo Studio legale Sidoti & Soci, è stata assunta grazie al Giudice del Lavoro italiano. Entrerà in servizio da settembre 2019. La professoressa si era abilitata in Spagna e aveva partecipato con riserva al concorso indetto dal Miur con D.D.G. n. 85/18.

Nuova vittoria per gli abogados. Il Tribunal Superior de Justicia de Madrid (Sala de lo contencioso-administrativo, Sección 6) con la sentenza n. 317/19 (in allegato) ha accolto il ricorso contro la risoluzione del 1 settembre 2017 che negava l'emissione del titolo di abogado a un "simultaneo".

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La questione delle abilitazioni all’insegnamento conseguite in Romania approda al Tar Lazio. La vicenda è diventa d’attualità ad aprile, quando il Miur ha comunicato che non avrebbe riconosciuto i titoli rumeni, perché a sua avviso non rispettavano i requisiti della direttiva 2005/36/CE.

In una recente ordinanza, il Consiglio di Stato ha affrontato le problematiche emerse con il concorso per l’accesso al triennio di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente, detto “percorso FIT”; superato il quale si viene assunti a tempo indeterminato. Due le questioni di fondo: la legittimità costituzionale delle norme che prevedono un concorso riservato agli abilitati e, in via subordinata, di quelle che non prevedono la partecipazione dei dottori di ricerca.

Un gruppo di cittadini stranieri – tra cui anche parecchi italiani – ha superato l’examen de Estado per diventare abogados in Spagna nella sessione del 25 febbraio 2017 ma si è visto annullare la sua prova concorsuale. Gli uffici guidati dalla ministra Doleres Delgado, con provvedimenti fotocopia del 1 settembre 2017, hanno modificato retroattivamente le regole per la partecipazione all’esame di Stato per l’accesso alla professione di avvocato, lasciando nel limbo un gruppo di candidati che avevano superato la prova. Esame superato, ma titolo negato. A breve si pronuncerà il Tribunal Superior de Justicia de Madrid che potrebbe annullare i provvedimenti impugnati.

Le Sezione Unite, con l'ordinanza n. 15744 del 2019 si occupano nuovamente dell’eccesso di potere giurisdizionale come motivo di ricorso contro le decisioni del Consiglio di Stato. Secondo la Suprema Corte, in estrema sintesi, il ricorso ex art. 111, comma 8, Cost., proponibile contro le sentenze del Consiglio di Stato e della Corte dei conti "per i soli motivi inerenti alla giurisdizione"riguarda solo i presupposti della giurisdizione, e non può riguardare il merito della decisione, neanche nel caso di interpretazione di legge "abnorme o anomala". 

Si susseguono le pronunce con le quali i giudici dei TAR riconoscono come errore scusabile, ex art. 37 cpa, la notifica telematica di un ricorso all’indirizzo di posta elettronica certificata tratto dal pubblico registro “IPA” - nel quale sono inseriti tutti gli indirizzi di posta elettronica certificata delle Pubbliche Amministrazioni - invece che a quello tratto dal cosiddetto “Reginde” del Ministero della Giustizia. L’ultimo caso riguarda il ricorso di un cittadino di Bellona, volto ad ottenere l'annullamento del silenzio inadempimento del Comune su un’istanza per la repressione degli abusi edilizi. Un ricorso che era stato notificato alla PEC tratta dall’Indice delle Pubbliche Amministrazioni.

Tar e ricorso collettivo: non sempre un binomio vincente. A volte i ricorsi collettivi non sono un buon affare. Ci sono situazioni in cui il ricorso collettivo è controindicato. In questo articolo esporremo in maniera sintetica i pro e i contro del ricorso collettivo, strumento utile ma anche molto insidioso. Con un avvertimento: internet può dare uno spunto di riflessione su una questione giuridica, ma non la soluzione. Pertanto, di fronte a una controversia giuridica, è indispensabile rivolgersi a uno studio legale.

Alternative Dispute Resolutions (ADR) sono sistemi stragiudiziali di risoluzione delle controversie. Hanno origine negli Stati Uniti, si sono rapidamente diffuse anche in Europa e, secondo autorevole dottrina, costituirebbero una valida alternativa al sistema dei ricorsi amministrativi, nel rispetto dei principi di effettività, giusto processo e ragionevole durata. Per l’ordinamento italiano non rappresentano una novità, ma si avverte l’esigenza di un intervento legislativo ad hoc.

Le qualifiche dei militari. Un grattacapo per i superiori che le decidono, un’incognita per i subordinati che le ricevono. Il militare che non le condivide, può impugnarle? Per quali motivi? Cosa dice la giurisprudenza? La P.A. mantiene notevole discrezionalità nel valutare i propri dipendenti, specialmente se appartenenti alle forze armate. La decisione di qualificare un militare come “eccellente”, “superiore alla media”, “nella media”, “inferiore alla media” sono discrezionali.

I Trattati europei garantiscono il riconoscimento delle qualifiche conseguite negli altri Stati europei, anche da parte dei cittadini di uno Stato membro che si recano in un altro Stato membro per poi ottenere il riconoscimento nel primo Stato (es. il cittadino italiano che si reca in Spagna per ottenere l'abilitazione all'insegnamento da fare riconoscere in Italia). Chi ha già svolto questo percorso, o intende intraprenderlo, deve considerare alcuni aspetti.

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Il giudice Marisol López Martínez e l’avvocato penalista Juan Gonzalo Ospina si sono affrontati oggi a Vigo. “Sua Signoria (appellativo onorifico con cui gli abogados spagnoli si riferiscono al Giudice, ndt) ha utilizzato un termine che implica una mancanza di rispetto per la professione forense. E’ venuta a dire che l'avvocato avrebbe potuto presenziare grazie al dono dell'ubiquità".

La Commissione europea ha avviato una procedura di pre-infrazione contro l’Italia ed altri 26 paesi dell’Unione (in pratica, tutti tranne la Lituania), denunciando gravi violazioni della direttiva 2005/36/CE che regola il riconoscimento delle qualifiche professionali conseguite in Europa. 

Il 5 luglio, alle ore 14, si terrà a Roma, nell'aula magna della Cassazione, un convegno organizzato dall'Ordine degli avvocati di Roma dedicato a: "Informatica e processi decisionali: questioni applicative attuali in tema di blockchain, criptovalute, intelligenza artificiale e certificazioni matematiche".

Giovedì 25 ottobre alle ore 15:30, presso l’aula magna della Corte d’Appello di Palermo, si svolgerà un incontro formativo gratuito sulle mediazioni civili che riguardano la Pubblica Amministrazione, le cui specificità saranno evidenziate dal dott. Pierangelo Bonanno. L'evento è accreditato presso il COA di Palermo, quindi i partecipanti avranno diritto al riconoscimento di 3 crediti formativi.

All’incontro, organizzato da Concilia Lex S.p.A., parteciperà il dott. Giuseppe La Greca, magistrato del Tar Sicilia, con un’esperienza pluriennale da segretario comunale, il quale esaminerà le soluzioni alternative alle controversie, oltre che la giurisprudenza più recente a supporto del loro utilizzo da parte della P.A. 

Il dott. Vito Antonio Bonanno, segretario generale del Comune di Alcamo, descriverà invece le difficoltà operative dello strumento e si soffermerà sulla responsabilità da parte dei funzionari comunali chiamati a concludere un accordo stragiudiziale.

L’avv. Maria Beatrice Miceli, segretario dell’Associazione degli Avvocati Amministrativisti della Sicilia, analizzerà gli aspetti tecnici della mediazione ed esporrà il proprio punto di vista sui suoi limiti e potenzialità.“L’auspicio dell’iniziativa – spiega Pierangelo Bonanno, mediatore di Concilia Lex - è far si che alle difficoltà economiche delle amministrazioni pubbliche si possa trovare soluzione anche grazie alle mediazioni civili, alleggerendo i costi del contenzioso giudiziario e riducendone l’incidenza sui bilanci”.

Per iscriversi occorre inviare un’email a segreteria[at]concilialex.it, indicando nome e cognome.

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