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IL DIRITTO IN AZIONE

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Accolto il ricorso di una docente siciliana difesa dallo Studio Legale Sidoti: il Tar Sicilia ha ordinato di correggere la graduatoria (Tar Sicilia, Palermo, II, ordinanza 25 marzo 2019, n. 396, Pres. Di Paola - Est. Maisano).

Le commissioni giudicatrici commettono spesso errori. In particolare, sono arrivate molte segnalazioni a proposito di quelle redatte dall’USR Campania

Alla ricorrente, docente della classe di concorso BC02 (conversazione lingua straniera - spagnolo) non erano stati assegnati i 19 punti extra derivanti dalla sua abilitazione PAS, né i 6 punti derivanti dalla laurea spagnola, né altri titoli culturali. Ha ottenuto una misura cautelare dal Tar Sicilia. Secondo i giudici “le argomentazioni poste a fondamento dei motivi di ricorso risultano condivisibili”.

La commissione del concorso adesso avrà 20 giorni per assegnare il punteggio, alla luce dei motivi di ricorso. Se non provvederà, interverrà il commissario ad acta: il direttore dell’USR Campania.

La ricorrente aveva in un primo momento proposto reclamo all'USR Campania. Non avendo ricevuto risposta, si è rivolta allo Studio Sidoti & Soci per ricorrere al Tar Sicilia. In generale, i reclami all’USR sono uno strumento pericoloso, perché non interrompono i termini per il ricorso. La speranza di tutelarsi senza rivolgersi a un avvocato ha spesso effetti devastanti, perché il termine per impugnare è molto breve (60 per il ricorso al Tar e 120 per quello straordinario) ed - entro questo termine - l’avvocato dovrà non solo studiare la controversia e redigere il ricorso, ma anche notificarlo ai controinteressati. 

Di fronte a una graduatoria viziata, è consigliabile rivolgersi immediatamente a un avvocato e prepararsi a ricorrere.

 

***

Pubblicato il 25/03/2019

N. 00396/2019 REG.PROV.CAU.

N. 02365/2018 REG.RIC.           

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 2365 del 2018, proposto da

[OMISSIS] rappresentata e difesa dagli avvocati Massimo Sidoti e Giuseppe Lipari, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio fisico presso lo studio del secondo, sito in Palermo, piazza Castelnuovo n. 12;

contro

Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, Ufficio Scolastico Regionale della Campania, Usr Sicilia, in persona dei legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo; domicilio digitale [OMISSIS] domicilio fisico: Palermo, via Villareale n. 6;

Commissione Giudicatrice Concorso Bc02 - Lingua Spagnola non costituita in giudizio; 

nei confronti di [OMISSIS], non costituiti in giudizio; 

per l'annullamento, previa adozione di misura cautelare,

della graduatoria relativa alla "Regione Sicilia" della classe di concorso BC02 - conversazione in lingua straniera (Spagnolo) pubblicata il 30.08.18 dall'USR della Campania;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione dell’Università e della Ricerca, dell’Ufficio Scolastico Regionale della Campania e dell’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia;

Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l'art. 55 cod. proc. amm.;

Vista la richiesta formulata con memoria depositata in data 29 novembre 2018, notificata in pari data all’amministrazione intimata;

Viste le ordinanze istruttorie di questa Sezione n. 2780/2018 e n. 356/2019, rimaste senza sostanziale riscontro;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 21 marzo 2019 il cons. Nicola Maisano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Considerato che, alla luce dell’esame dei fatti che hanno caratterizzato la notifica del ricorso ad uno dei controinteressati, la richiesta di ulteriore termine per effettuare tale notifica deve essere accolta, in considerazione dell’anomalo comportamento tenuto dagli addetti alle poste, che hanno erroneamente ritenuto irreperibile la destinataria della raccomandata - inviata entro i termini di decadenza per l’impugnazione dei provvedimenti gravati - al suo indirizzo di residenza e poi omesso di spedire, allo stesso indirizzo, l’avviso di giacenza della raccomandata, che avrebbe consentito di portare a termine la notificazione ai sensi dell’art. 140 c.p.c.;

Considerato che, per tali ragioni, deve ritenersi valida e rituale la notifica effettuata ad una delle controinteressate in data 5 dicembre 2018;

Considerato che le argomentazioni poste a fondamento dei motivi di ricorso risultano condivisibili, seppure ad una valutazione sommaria, propria della presente fase cautelare;

Considerato che l’amministrazione intimata non ha dedotto nulla in merito, mentre il rilievo di incompetenza dalla stessa sollevato non è condivisibile, a fronte della circostanza che i provvedimenti impugnati producono i loro effetti esclusivamente in Sicilia;

Considerato che l’amministrazione intimata non ha fornito alcun chiarimento in ordine al contenuto delle determinazioni assunte, nonostante le richieste istruttorie formulate da questa Sezione, rimaste inottemperate;

Considerato che l’amministrazione intimata non ha fornito alla ricorrente gli indirizzi fisici e telematici degli altri controinteressati al presente ricorso, nonostante in tale senso più volte sollecitata dalla stessa;

Considerato pertanto che la domanda cautelare proposta in seno al ricorso in epigrafe deve essere accolta, nel senso di disporre che la commissione della procedura concorsuale per cui è causa riesamini la posizione della ricorrente attribuendole i punteggi spettanti sulla base dei suoi titoli culturali, professionali e delle esperienze professionali maturate, con esplicita considerazione delle censure articolate in ricorso, di cui dovrà darsi espresso conto nella motivazione della valutazione che verrà effettuata, entro venti giorni dalla comunicazione del deposito della presente ordinanza;

Considerato che deve altresì essere disposto che nello stesso termine l’amministrazione è tenuta a fornire alla ricorrente gli indirizzi fisici e informatici dei soggetti che la precedono nella graduatoria oggetto di impugnazione;

Considerato che appare opportuno nominare fin d’ora il dirigente preposto all’U.S.R. della Campania, con facoltà di delega ad altro funzionario del medesimo ufficio, quale commissario ad acta nella presente controversia, che, nel caso in cui l’amministrazione intimata non ottemperi a quanto sopra disposto (nuova valutazione del punteggio della ricorrente e trasmissione alla stessa degli indirizzi dei controinteressati), dovrà provvedere in via sostitutiva ad essa, ponendo in essere gli adempimenti indicati nella presente ordinanza, nell’ulteriore termine di venti giorni decorrente dalla scadenza del termine assegnato all’amministrazione;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda), accoglie la domanda cautelare proposta in seno al presente ricorso, nel senso e nei termini indicati in motivazione, disponendo l’eventuale intervento del commissario ad acta ivi specificato.

Condanna l’amministrazione intimata al pagamento delle spese di lite, per la presente fase di giudizio, comprensive di onorari e spese anche generali, in favore della ricorrente, che liquida in complessivi €. 800,00, oltre IVA e c.p.a.

Fissa per la trattazione di merito del ricorso la prima udienza pubblica di gennaio 2020.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 21 marzo 2019 con l'intervento dei magistrati:

 

Cosimo Di Paola, Presidente

Nicola Maisano, Consigliere, Estensore

Francesco Mulieri, Primo Referendario

IL SEGRETARIO

Decine di vittorie al Tar Lazio dal 2018. Oggi è possibile fare il punto della situazione sul riconoscimento delle abilitazioni ottenute dai docenti che hanno conseguito il Master en Formación del profesorado: il ricorso contro il silenzio del Miur è importante, ma a volte serve il commissario ad acta.

Lo Studio Legale Sidoti & Soci propone un’azione collettiva per difendere i “Licenciados en derecho” della Universidad Rey Juan Carlos di Madrid. Non è ammissibile che uno Stato civile consenta a uno studente di iscriversi in un ateneo statale, salvo poi negare il valore legale del titolo ottenuto. 

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La questione delle abilitazioni all’insegnamento conseguite in Romania approda al Tar Lazio. La vicenda è diventa d’attualità ad aprile, quando il Miur ha comunicato che non avrebbe riconosciuto i titoli rumeni, perché a sua avviso non rispettavano i requisiti della direttiva 2005/36/CE.

In una recente ordinanza, il Consiglio di Stato ha affrontato le problematiche emerse con il concorso per l’accesso al triennio di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente, detto “percorso FIT”; superato il quale si viene assunti a tempo indeterminato. Due le questioni di fondo: la legittimità costituzionale delle norme che prevedono un concorso riservato agli abilitati e, in via subordinata, di quelle che non prevedono la partecipazione dei dottori di ricerca.

Un gruppo di cittadini stranieri – tra cui anche parecchi italiani – ha superato l’examen de Estado per diventare abogados in Spagna nella sessione del 25 febbraio 2017 ma si è visto annullare la sua prova concorsuale. Gli uffici guidati dalla ministra Doleres Delgado, con provvedimenti fotocopia del 1 settembre 2017, hanno modificato retroattivamente le regole per la partecipazione all’esame di Stato per l’accesso alla professione di avvocato, lasciando nel limbo un gruppo di candidati che avevano superato la prova. Esame superato, ma titolo negato. A breve si pronuncerà il Tribunal Superior de Justicia de Madrid che potrebbe annullare i provvedimenti impugnati.

Si susseguono le pronunce con le quali i giudici dei TAR riconoscono come errore scusabile, ex art. 37 cpa, la notifica telematica di un ricorso all’indirizzo di posta elettronica certificata tratto dal pubblico registro “IPA” - nel quale sono inseriti tutti gli indirizzi di posta elettronica certificata delle Pubbliche Amministrazioni - invece che a quello tratto dal cosiddetto “Reginde” del Ministero della Giustizia. L’ultimo caso riguarda il ricorso di un cittadino di Bellona, volto ad ottenere l'annullamento del silenzio inadempimento del Comune su un’istanza per la repressione degli abusi edilizi. Un ricorso che era stato notificato alla PEC tratta dall’Indice delle Pubbliche Amministrazioni.

Tar e ricorso collettivo: non sempre un binomio vincente. A volte i ricorsi collettivi non sono un buon affare. Ci sono situazioni in cui il ricorso collettivo è controindicato. In questo articolo esporremo in maniera sintetica i pro e i contro del ricorso collettivo, strumento utile ma anche molto insidioso. Con un avvertimento: internet può dare uno spunto di riflessione su una questione giuridica, ma non la soluzione. Pertanto, di fronte a una controversia giuridica, è indispensabile rivolgersi a uno studio legale.

Quando il debitore è una P.A., ottenere un pagamento spesso è più difficile, anche se il creditore ha in mano un provvedimento del Giudice Ordinario (sentenza, decreto ingiuntivo, ordinanza di assegnazione...). Questo perché nel corso degli anni il legislatore ha approvato alcune leggi che limitano i pignoramenti contro la P.A. Per gli enti locali, la normativa di riferimento è l'art. 159 del TUEL, il quale stabilisce che che “non sono ammesse procedure di esecuzione e di espropriazione forzata nei confronti degli enti locali presso soggetti diversi dai rispettivi tesorieri”. L’articolo stabilisce anche l’impignorabilità delle somme, individuate da apposite delibere dell’ente, destinate al pagamento degli stipendi, dei mutui o all'espletamento di servizi essenziali. Per l'Amministrazione generale dello Stato e le regioni, regole simili sono contenute in altre disposizioni di legge (si vedano la l. n. 720/84 e l’art. 1, del d. l. n. 313/94).

Alternative Dispute Resolutions (ADR) sono sistemi stragiudiziali di risoluzione delle controversie. Hanno origine negli Stati Uniti, si sono rapidamente diffuse anche in Europa e, secondo autorevole dottrina, costituirebbero una valida alternativa al sistema dei ricorsi amministrativi, nel rispetto dei principi di effettività, giusto processo e ragionevole durata. Per l’ordinamento italiano non rappresentano una novità, ma si avverte l’esigenza di un intervento legislativo ad hoc.

Le qualifiche dei militari. Un grattacapo per i superiori che le decidono, un’incognita per i subordinati che le ricevono. Il militare che non le condivide, può impugnarle? Per quali motivi? Cosa dice la giurisprudenza? La P.A. mantiene notevole discrezionalità nel valutare i propri dipendenti, specialmente se appartenenti alle forze armate. La decisione di qualificare un militare come “eccellente”, “superiore alla media”, “nella media”, “inferiore alla media” sono discrezionali.

I Trattati europei garantiscono il riconoscimento delle qualifiche conseguite negli altri Stati europei, anche da parte dei cittadini di uno Stato membro che si recano in un altro Stato membro per poi ottenere il riconoscimento nel primo Stato (es. il cittadino italiano che si reca in Spagna per ottenere l'abilitazione all'insegnamento da fare riconoscere in Italia). Chi ha già svolto questo percorso, o intende intraprenderlo, deve considerare alcuni aspetti.

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La Commissione europea ha avviato una procedura di pre-infrazione contro l’Italia ed altri 26 paesi dell’Unione (in pratica, tutti tranne la Lituania), denunciando gravi violazioni della direttiva 2005/36/CE che regola il riconoscimento delle qualifiche professionali conseguite in Europa. 

Diminuiscono i ricorsi pendenti, anche perché molti sono stati dichiarati inammissibili per mancato esaurimento delle “vie interne di ricorso”. Lo ha riferito Guido Raimondi, presidente della Corte europea dei diritti dell’uomo, in occasione della conferenza stampa annuale che si è tenuta il 25 gennaio a Strasburgo, sede del Tribunale dei diritti dell’uomo (da non confondere la Corte di giustizia dell’Unione europea, tribunale che ha sede a Lussemburgo e che si occupa solo delle controversie dell’Unione europea).

Giovedì 25 ottobre alle ore 15:30, presso l’aula magna della Corte d’Appello di Palermo, si svolgerà un incontro formativo gratuito sulle mediazioni civili che riguardano la Pubblica Amministrazione, le cui specificità saranno evidenziate dal dott. Pierangelo Bonanno. L'evento è accreditato presso il COA di Palermo, quindi i partecipanti avranno diritto al riconoscimento di 3 crediti formativi.

All’incontro, organizzato da Concilia Lex S.p.A., parteciperà il dott. Giuseppe La Greca, magistrato del Tar Sicilia, con un’esperienza pluriennale da segretario comunale, il quale esaminerà le soluzioni alternative alle controversie, oltre che la giurisprudenza più recente a supporto del loro utilizzo da parte della P.A. 

Il dott. Vito Antonio Bonanno, segretario generale del Comune di Alcamo, descriverà invece le difficoltà operative dello strumento e si soffermerà sulla responsabilità da parte dei funzionari comunali chiamati a concludere un accordo stragiudiziale.

L’avv. Maria Beatrice Miceli, segretario dell’Associazione degli Avvocati Amministrativisti della Sicilia, analizzerà gli aspetti tecnici della mediazione ed esporrà il proprio punto di vista sui suoi limiti e potenzialità.“L’auspicio dell’iniziativa – spiega Pierangelo Bonanno, mediatore di Concilia Lex - è far si che alle difficoltà economiche delle amministrazioni pubbliche si possa trovare soluzione anche grazie alle mediazioni civili, alleggerendo i costi del contenzioso giudiziario e riducendone l’incidenza sui bilanci”.

Per iscriversi occorre inviare un’email a segreteria[at]concilialex.it, indicando nome e cognome.

Giovedì 8 febbraio, presso l’aula magna della Corte d’Appello di Palermo, si è svolto un focus giuridico sulla mediazione civile e commerciale. All’incontro, organizzato da Concilia Lex S.p.A. e moderato dal dottor Pierangelo Bonanno, ha partecipato anche il vicepresidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, Giuseppe Di Stefano, che ha illustrato gli aspetti deontologici della professione.

La professoressa Alessandra Pera, associato di diritto privato comparato presso l’Università degli Studi di Palermo, ha affrontato il tema della mediazione nella giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea; mentre la dottoressa Letizia Russo, nella duplice veste di notaio e di mediatore, è intervenuta sul tema L’usucapione e la mediazione: trascrivibilità del verbale di mediazione.

La dottoressa Rosanna Montalto, vicepresidente di Confcommercio Palermo, invece, ha illustrato il rapporto fra la lentezza della giustizia civile e le imprese.

Trattandosi di un evento accreditato presso il COA di Palermo, ai partecipanti è stata data la possibilità di richiedere il riconoscimento di 3 crediti formativi.

Per iscriversi occorreva inviare un’email a segreteria[at]concilialex.it, indicando nome, cognome, codice fiscale e recapito telefonico.

 

Link utili:

- Locandina del convegno:

https://www.concilialex.it/archive/documents/locandina-convegno-palermo.pdf

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